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Le Chateau edizioni

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Casa editrice nata nel 1992 sulla base di precedenti esperienze professionali nel settore fotografico, grafico e della promozione della storia locale.Si tratta di un'impresa gestita direttamente dai proprietari Raffaella Poletti e Nicola Alessi con la collaborazione esterna di numerosi studiosi ed autori.

Ad oggi sono stati pubblicati 100 titoli e l'attuale produzione si aggira intorno ai 15 volumi l'anno.Le Château si distigue nell'ambito valdostano soprattutto per il forte impulso dato alla ricerca storico-scientifica e, grazie anche all'aiuto dei suoi collaboratori, per la grande attenzione rivolta alll'aspetto editoriale ed alla revisione anche scientifica dei testi.

La produzione viene realizzata indistintamente in francese ed in italiano.
In questi anni, inoltre, sono state realizzate alcune collane, legate alla storia ed alla cultura locale, la più importante delle quali è sicuramente la
Biographica - collection d'histoire et vies de valdôtains, nata offrendo ai neolaureati valdostani la possibilità di produrre la loro prima opera ricompensata con una borsa di studio trattando un tema rivolto ai personaggi storici valdostani o d'adozione (per esempio : Xavier de Maistre) che abbiano lasciato un segno importante nella storia della Valle d'Aosta.Dal 2003 è iniziata una forte collaborazione con l'editore e libraio Cossavella di Ivrea con il quale abbiamo dato vita a Libridicossavellaealessi, edizioni legate alla cultura e alla storia del Canavese.



novità in uscita

news

Novità! uscita secondo volume della Collana "La Gerbe":

Il Canonico Basile-Joseph Ruffier:
Il volume è dedicato alla biografia di Basile-Joseph Ruffier. Rappresentante di quel clero illuminato, dai vasti interessi culturali, che ha caratterizzato la cultura valdostana tra fine '800 e inizio '900, fu valente alpinista e competente botanico. Parroco di Chatillon dal 1973 al 1909, fece costruire, tra l'altro, l'attuale chiesa parrocchiale, la sua opera più importante. Grazie alla puntualità dei riferimenti il volume descrive gli aspetti dell' eclettica personalità di Ruffier il quale, oltre ad essere un importante rappresentante della cultura valdostana, rivela una profonda coscienza sociale e civile.

Joel Gérard è nato a Aosta nel 1984, ma la sua famiglia ha radici nella storia dei comuni di Aymavilles, Cogne e Valgrisenche. Diplomato in Ragioneria, lavora all'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Aosta dal 2004, ma è un appassionato di storia, in particolare del periodo rinascimentale. Questa è la sua prima pubblicazione.

Jean-Baptiste Cerlogne:
In questo libro si trovano alcuni inediti di Cerlogne, e alcune versioni sconosciute di scritti noti di Cerlogne; ma soprattutto si trova la testimonianza del legame - più complesso e contraddittorio di quanto si sia immaginato sinora - tra l'ex spazzacamino, soldato e cuoco, e l'illustre erudito e accademico, canonico Edouard Bérard. Si tratta di scritti che Cerlogne ha consegnati a Bérard e che questi ha riposti tra le sue carte. Fanno ora parte del Fondo Duc-Gal dell'Archivio del Seminario di Aosta.

Tullio Omezzoli, Camogli 1943, collabora all'Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta dalla sua fondazione nel 1974. Sua è la prima opera edita dall'Istituto, un breve saggio dedicato a Lingua e politica nella Provincia fascista uscita nel 1974.

Terezìn: Il 10 ottobre 1941, nel corso della Conferenza di Praga, i nazisti istituiscono il ghetto di Terezìn, che con il tempo verrà a costituirsi quale "laboratorio diabolico" a servizio della propaganda di regime. Nel "ghetto modello" creato dai nazisti, si tengono 2430 conferenze, 600 spettacoli teatrali e musicali e si allestiscono i laboratori d'arte per bambini. Nei quattro anni di funzionamento vengono internate 14 000 persone, tra loro 15 000 bambini. Al momento della liberazione gli adulti sopravvissuti sono 3800, i bambini 142. Il volume vuole trasmettere la forza della Resistenza spirituale, per ricordare che il passato non è un'immagine iconica a cui guardare, ma continua a riflettersi, in forme ed espressioni diverse, nel presente.

Maria Teresa Milano è dottore di ricerca in ebraistica e autrice di saggi su cultura ebraica e didattica della Shoah. Ha curato l'edizione italiana di H. Krasa, Brundibar, Boosey&Hawkes, Berlino 2008. Ultime pubblicazioni: Il libro della Shoah, Ogni bambino ha un nome (con S. Kaminski), Edizioni Sonda, 2009; Regina Jonas. Vita di una rabbina (Berlino 1902 - Auschwitz 1944), Effatà 2012.

Le voci del Buthier: L'arco temporale in cui agiscono e parlano gli uomini e le donne del mondo contadino raccontato da Diémoz va dalla fine dell'Ottocento alla conclusione della Seconda guerra mondiale. d L'autore è sempre presente nel libro attraverso la forte relazione coi i suoi personaggi e tramite la sua profonda nostalgia per il mondo della montagna, di cui descrive la sconfitta di fronte alla modernizzazione e ai nuovi processi economici che la travolgono. L'ispirazione di Diémoz, che rinvia ad una visione mitica della Valle d'Aosta, lo avvicina ai contenuti dei romanzi della fine degli anni Venti di Émile Chanoux: la montagna della Valle d'Aosta è depositaria di bellezza e verità, la cultura cittadina è anonima e debole. [c] Ciondimeno le figure che compongono il quadro – specialmente quelle più antiche, impregnate di una tragica magnanimità sebbene sfortunate – risultano vincenti in virtù della loro capacità di rimanere impresse in maniera indelebile nella mente del lettore.

Robert Diémoz nasce a Roisan nel 1925, da una famiglia benestante di origine contadina. Come altri valdostani, esuli, che rielaborano attraverso il filtro della lontananza e della nostalgia le esperienze dell'infanzia e le narrazioni familiari, Diémoz riesce in una prova che quelli che sono “rimasti” non hanno mai tentata: ricostruire un affresco grandioso l'immagine della Valle d'Aosta contadina; una Valle d'Aosta complessa, contraddittoria, ricca e fragile.morte lo coglierà nel 1998, quando il suo romanzo non avrà ancora avuto l'ultima mano. Rimasto senza titolo, quello che porta ora, Le voci del Buthier, gli è stato dato da Silvana Presa curatrice della prima e di questa seconda edizione.

Hermine Gerbore: Poémes (1921-1965): Hermine Gerbore (1885-1950) représente à bien des égards l'emblème m?me de l'émigré vald?tain au tournant du XIX siècle. Partie à Paris, en raison des conditions économiques précaires de ses parents, elle devient institutrice et, pendant un long exil duré environ une trentaine d'années, elle gagne sa vie en donnant des cours de français. Bient?t elle a l'opportunité de se rendre à New-York et à Alexandire d'Égypte, mais n'oublierà jamais la Vallée d'Aoste, demeurant à jamais fidèle à l'héritage culturel légué par sa familie d'origine.présent volume recuille les textes poétiques en français et en patois, rédigés par Hermine Gerbore tout le long de sa vie et dispérses dans différentes revue, dont la plus importante est constituée sans l'ombre d'un doute par la "La Vallée d'Aoste" d'Auguste Petigat.

Con la presente pubblicazione di
Simonetta Valenti nasce la collana "La Gerbe" le cui radici sono poste nella lunga esperienza accumulata nell'ambito della valdostanistica della nostra casa editrice. La nuova collana che nasce in un momento nel quale il generale appiattimento culturale cancella le diversità considerate inutili o addirittura moleste, segna l'inizio di un nuovo corso nel quale potranno essere valorizzate le competenze locali con l'apertura di uno spazio, dedicato alla storia, alle tradizioni, all'arte e alla cultura della Valle d'Aosta, attraverso cui veicolare i valori della civiltà alpina che ci caratterizza ed è la nostra più grande ricchezza.


Mestieri di carta: Mestieri di carta: Nella poetica di Bruno Fracasso entrano le piccole cose di ogni giorno, una toppa nella serratura, una stella, una foglia che cade, per essere trasformate in sogno, emozione, pensiero. Mestieri di carta, che nasce dall'osservazione del dipinto Contrabbandiere di campanelli di Franco Grobberio, ha assunto questo titolo perché tratta di mestieri che esistono solo nella mente di chi li ha creati e perché sono stati trasferiti su di un foglio di carta per far vivere loro una nuova vita nella mente del lettore. Queste poesie superano ciò che si coglie con i sensi perché lasciano la libertà di scorrere dentro le parole e andare a riempire di significati nuovi le frasi. Nel momento in cui queste parole vengono scritte lasciano lo spazio semantico in cui sono nate per andare ad insediarsi in quello di chi legge. Sono poesie dell'emozione che scaturisce libera e liberamente si lascia interpretare.
Per questo la poesia nucleo di questa raccolta, Narratore di silenzi, termina con i versi “
Non ti parlo di me / ma perché me lo chiedi?


Bruno Fracasso è nato a Aosta nel 1953, il 3 febbraio. Poeta per struttura mentale, arricchisce attraverso i classici il suo sentire e il suo esprimere poetico, ma lo evoca attraverso immagini, forme e oggetti dell'attualità. Ha scritto più di 27 volumi di poesie di cui solo quest'ultimo è stato stampato.






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